mercoledì 5 dicembre 2018

TOKI










LOCANDINA:




















ANNO: 1989

SOFTWARE HOUSE: TAD Corporation

GENERE: Platform / Sparatutto A Scorrimento Orizzontale

DESCRIZIONE: Più che un semplice prodotto destinato al mercato dell'intrattenimento elettronico, Toki è un'icona.
Che simboleggia l'essenza stessa del gioco di piattaforme da sala e racchiude in sé tutto il senso di un'intera epoca, quella a cavallo tra anni Ottanta e Novanta.
Un'epoca in cui il divertimento a gettone sembrava dominare il mondo e tutti gli appassionati facevano file interminabili davanti all'ultima meraviglia appena parcheggiata nel baretto sotto casa.
Con, tra l'altro, l'amara consapevolezza che una volta ritornati nella propria cameretta le modeste potenzialità dei sistemi casalinghi mai avrebbero potuto riprodurre una tale spettacolarità tecnico-ludica.

Tanti sono gli elementi che rendono Toki un simbolo. C'è la piccola ma agguerrita casa di sviluppo nipponica che ha fatto del mercato dei coin-op il suo alveo naturale, al quale donare piccoli ma imitatissimi gioielli come Cabal e il suo seguito Blood Bros. (TAD Corporation).
C'è l'archetipica divisione manichea tra buoni e cattivi, stavolta immersa in un coloratissimo mondo tropicale (Toki, il protagonista, è un emulo del Tarzan di E. R. Burroughs che deve salvare la sua promessa sposa dalle grinfie di un malvagio stregone che lo ha trasformato in una goffa scimmia senziente).
Ci sono livelli a multiscorrimento lunghi, progressivamente più complessi e ricchissimi di insidie letali e trovate diversificanti.
C'è un intero esercito di creature nemiche disegnate con un originalissimo stile tra il fumettoso ed il grottesco.
E c'è, ovviamente, una difficoltà diabolicamente elevata ma controbilanciata da una giocabilità sopraffina, che costringe lo sprovveduto giocatore a inserire nel cassone monetine alla velocità della luce dopo aver studiato a memoria il percorso e i suoi pericoli.

Ma non è solo per queste qualità che Toki appare come monolitico esempio di un modo di intendere il videogioco oramai estinto.
Sono infatti i dettagli, anche quelli apparentemente più insignificanti, che donano all'opera di TAD quel fascino senza tempo che pochissimi altri hanno.

Nell'elmetto da football e nelle scarpe da ginnastica che aumentano le abilità difensive e motorie del protagonista, nel peso da sedici tonnellate che, una volta fatto rimbalzare su apposite catapulte, lo spedisce fino in cielo, nell'intrinseca violenza degli attacchi a sua disposizione (compreso un cattivissimo alito lanciafiamme), nella scelta e nella caratterizzazione magistrali delle ambientazioni, Toki incarna un intero immaginario oramai scomparso.

Rigiocarlo significa reincontrare odori e colori che si credevano perduti. La luce accecante del sole di inizio estate quando, dopo la scuola, ci si ritrovava di fronte al cabinato per tentare di stabilire nuovi record di resistenza retinea, l'odore di fumo che impregnava le mura del locale, il tintinnio dei gettoni che scivolavano nelle apposite e sempre più voraci aperture.

Un caleidoscopio di sensazioni questo che, incredibilmente, non amplifica le qualità del gioco affogandone nell'oceano dei ricordi i difetti. Toki, infatti, rimane tutt'oggi incredibilmente divertente e coinvolgente in virtù di un bilanciamento e di una cura formale perfetti, di una coesione inscalfibile, di una splendida grafica e di un sonoro ipnotico.
Discorso che purtroppo non può essere fatto per moltissimi titoli a lui contemporanei che magari riscossero molto più successo.

Ma forse, al di la dei soldi, il fatto di aver creato qualcosa la cui memoria sia sopravvissuta fino ai giorni nostri è la più efficace remunerazione per il duro lavoro svolto dalla minuscola TAD Corporation più di vent'anni fa.

TOKI

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