mercoledì 25 luglio 2018

COMBAT SCHOOL









LOCANDINA:




















ANNO: 1987

SOFTWARE HOUSE: Konami Holdings Corporation


GENERE: Sport

DESCRIZIONE: Combat School  è stato uno dei giochi più originali visti sotto le insegne Konami, considerando che uscì in sala giochi e che si rischiava pochissimo in ambito coin-op (visti i costi di produzione). Era un multievento sportivo ambientato nei campi di addestramento dei marine, che puntava sull’abilità del giocatore nel superare varie prove. E nel premere velocemente i pulsanti, dato che il sistema di controllo era simile a Track & Field, dello stesso produttore giapponese.


Si partiva dalla corsa a ostacoli per arrivare alle arti marziali, passando dal braccio di ferro. L’originalità delle prove, e la semplicità dei comandi, lo resero subito popolare non solo tra i fan del genere sportivo, viste le influenze “action”. E dopo la scuola, si parla del 1987 dopotutto, eravamo impegnati nel livello conclusivo a liberare il presidente USA ostaggio dei terroristi.

Combat School vantava, per quei tempi, una discreta realizzazione a livello grafico/sonoro. I colori non erano moltissimi e la qualità audio piuttosto scarsa, ma la varietà restava e resta tuttora invidiabile. Nonostante i limiti della grafica 2D, gli sviluppatori riuscirono a usare diverse inquadrature per ciascun evento e altre souzioni ingegnose. Gli intermezzi animati, ad esempio, che mostravano i nostri superiori o i compagni di corsa nella vita da reclute.

Caso più unico che raro, Combat School non aveva l’opzione per continuare e quindi andava completato con una sola partita. Non essendoci nemmeno le classiche “vite” il Game Over era sempre dietro l’angolo se si falliva un test. All’inizio, veniva data una seconda possibilità attraverso la punizione degli esercizi alla sbarra. Fallendo anche questa prova aggiuntiva, non c’era via d’uscita se non ripartire dall’inizio.

Lo scenario militare e la grande giocabilità resero Combat School un successo che arrivò puntualmente sui maggiori formati casalinghi dell’epoca. Una fama che durò poco, perché in pochi mesi si perse in mezzo ai più popolari platform e action game. Visto oggi, resta apprezzabile non tanto per la grafica (invecchiata male) ma per l’originalità di certe prove e l’atmosfera davvero unica.

COMBAT SCHOOL



mercoledì 4 luglio 2018

ROMPERS









LOCANDINA:















ANNO: 1989

SOFTWARE HOUSE: Namco Ltd.

GENERE: Labirinto

DESCRIZIONE: 
Rompers è un simpatico puzzle game pubblicato dalla Namco nel 1989. Il titolo gira sull’hardware Namco System 1 ed è emulato fedelmente dal M.A.M.E.

La trama è molto simile a quella già vista in tanti altri giochi, non necessariamente dello stesso genere, i primi che mi vengono in mente sono Ghosts’n Goblins, Bomberman e Double Dragon. La nostra fidanzata, Rumina, è stata rapita da una certa Tsukaima, una ragazza svolazzante dalle sembianze vampiresche, che l’ha nascosta all’interno di un immenso labirinto governato da Gurerin, il signore delle creature. Noi impersoniamo Chap: un ragazzino che indossa un grande cappello simile ad un sombrero. La nostra missione consiste ovviamente nel riprenderci la nostra amata facendoci strada attraverso ben 61 livelli. La struttura di ciascun livello ha le fattezze di un labirinto in cui figurano particolari muri e chiavi. Per poter passare allo stage successivo dobbiamo raccogliere tutte le chiavi disseminate nello scenario. 

Ovviamente le cose non sono così semplici poiché i livelli sono infestati da mostriciattoli di ogni sorta che non vedono l’ora di farci la pelle. Così come accade in Pacman, cercheranno di inseguirci e molto spesso riusciranno persino ad accerchiarci facendoci perdere una preziosa vita. Altre creature cercheranno di schiacciarci, di darci fuoco e di congelarci, non c’è limite alle loro capacità! Non abbiamo armi, l’unica cosa che possiamo fare è spingere i muri in modo da schiacciare i nemici nelle vicinanze. Più nemici facciamo finire sotto una parete più alto sarà il nostro punteggio. A rendere il gioco ancora più difficoltoso vi è il fatto che sia i nemici che i muri si rigenerano in continuazione. Ciascun livello deve essere completato entro un tempo limite, in caso contrario si materializzerà nuovamente la vampira Tsukaima che non ci darà scampo, nel frattempo però i nemici si sposteranno ancora più velocemente del normale. Inoltre, anche alcuni mostri sono in grado di buttare giù i muri, spesso innescando un vero e proprio effetto domino che complica ancora di più le sorti della partita.

La grafica di Rompers segue la tradizione dei titoli ”rotondi” giapponesi, neologismo di “Zzapiana” memoria che sta ad indicare tutti quei titoli caratterizzati da una grafica che adotta uno stile da cartone animato: carina, colorata ed infarcita da personaggi disegnati in una maniera buffa. Gli sprite del gioco sono di grandi dimensioni e soprattutto ben animati, non male in questo senso. Anche il comparto audio svolge bene il suo compito, sono presenti delle musichette tutto sommato orecchiabili e degli effetti sonori convincenti. Simpatiche anche le vocine campionate che accompagnano l’azione, ovviamente giapponesi. La difficoltà è medio-alta, aumenta col progredire dei livelli anche se a lungo andare diventa un po’ troppo frustrante e si finisce col dover ripetere alcuni passaggi fino allo sfinimento. Completare il gioco sarà una vera e propria sfida.

Rompers purtroppo non è mai stato convertito per nessuna piattaforma ad 8/16 bit, sebbene abbia fatto una fugace apparizione nella raccolta “Namco Museum Encore” uscita per Playstation nel 1996. 

ROMPERS